Sono come una foglia

 

Sono come una foglia

non mi pestare

e portami come il vento dove vuoi.

Mi fondo senza vita nella terra pulsante

come il tuo cuore

e attraverso fiumi,

come le tue vene gronde di sangue,

per sentire meglio la tua anima.

 

 

La terra colore dei tuoi occhi

 

La terra colore dei tuoi occhi

si perde e si infrange tra i cipressi rigogliosi,

come il tuo corpo,

forte e tenero

colore dell’ebano.

La terra che partorisce vita

come tu partorisci sogni,

che volano nell’aria,

dando respiro alle foglie,

si perde nel mare increspato

come i tuoi capelli

lasciandoci sognare nuovi mondi

dietro l’orizzonte

portatore di speranza

 come sei te.

 

 

 

 

 

La sigaretta della vita

 

Sdruma

arrotola

 appiccica tutto il tabacco

essenza della tua anima

in una cartina aspirata

e fumata come la tua vita,

 giorno dopo giorno,

fino al filtro della morte.

 

 

Le tribù in battaglia

 

Skater punk no global

tu a che tribù appartieni,

giovane disperso in questa notte folle di incontro scontro

tra culture diverse e partecipate?

L’essenza della tua anima in una ragione sociale

senza bandiere,

ma solo specchio di un’inquietudine dimostrata

 mostrata                                                                                                                                

esibita

come l’armatura che indossi.

 

 

Kebab

 

Kebab,

cibo

omologato

distribuito

consumato,

ormai pop

 shop (supplies),                   

culturalmente integrato

culturalmente fottuto.

 

 

 

Il porno,un affare da 12 miliardi di euro l’anno. Quanto sperma buttato,quanta vita gettata via. Insomma anche se è un paradosso… che spreco.

 

 

Il punk che mi scorre nelle vene

 

Ramones

Sex Pistols

Patti Smith

Clash,

 musica d’avanguardia considerata all’epoca trash.

E mentre Basquiat scriveva su un muro

Joe Strummer intonava un rock sempre più duro,

non corrotto

puro

molto immaturo.

La depressione giovanile

la crisi personale

la gloria trascendentale,

temi e utopie di una generazione anormale.

Generazione di perdenti

finiti drogati

dall’utopia della sostanza,

che con la morte ammazza  la speranza.

 

 

 

Il  soffio del vento

 

Il soffio del vento,

la pioggia che bagna,

il sole che mi scalda,

vita che scorre

sulla mia pelle.

Guardo un uccello

libero nell’aria,

mi sento con lui

libero nel mondo.

Respiro la vita

adesso come pochi;

adesso,

senza catene mentali,

credendo nel domani.

 


La filosofia della mosca

 

Ronza la mosca

cerca la vita,

ronzandoti attorno

cerca qualcosa,

quella cosa che,

schiacciandola,

tu non hai trovato,

al mondo d’oggi

chi dorme tranquillo

muore inculato.

La mosca,

tranquilla,

l’aveva trovato

quel qualcosa che,

posandoti addosso,

tu le hai levato.

Un senso della vita,

la fiducia nell’altro,

utopia di un mondo

 in mano allo scaltro.

E dir che è semplice

scacciare una mosca,

più  semplice di

 ammazzarla con l’esca,

ma la natura questo

a noi ha donato

l’istinto animale

del morto ammazzato.

 

 

 

L’Amore

 

L’Amore,

che scaturisce

nasce

fa incontrare

fa scazzare,

come Mare impetuoso e calmo,

come Madre terra,

così arida

così florida,

così l’amore

è Oceano di emozioni

dove un soffio di vento

provoca onde di sensibilità,

che mi devastano il cuore.

 

 

 

Thaisina,  ritratto

 

Sguardo  schizoide

dolce

su pelle scura

su sguardo sensuale,

candido

come zucchero filato,

bianco

come i denti

che dipingono il viso

quando allarghi la bocca con il riso.

Corpo  minuto

inganna

le grandi emozioni

adulte,

nascoste dietro un viso da bambina.

Sensibile come una bilancia

al peso della vita,

rara come un diamante grezzo,

persa nella saudade dell’infanzia

genuina,

mai banale

veramente,

non trascurabile,

certo

per la spontaneità,

per questo

 indimenticabile.

 

 

 

 

L’amaro della vita

 

La melodia della vita

si è persa in uno degli ultimi bar,

nel fondo di un bicchiere

anonimo

assaporato

come veleno

che ammazza lentamente

riff della vita

groove con l’avvelenato,

introspezione a se stessi

(se guardi bene nel fondo)

che ne chiede sempre uno in più,

di sapore amaro,

mai sazio del tuo essere

si porta via l’anima

ultimo brandello (frammento)

di una sincerità

bevuta e ormai persa

in questo alcoolico

di commento alla vita.

 

 

 

 

I due più grandi artisti degli ultimi due secoli morti pazzi:Van Gogh e Hemingway. Robe da matti.

 

Istria

 

Il profumo dei roveri

inebria le foglie

di questa campagna selvaggia,

maremmana,

che scende

fino ad un mare chiazzato

di colori celesti

e variopinti

come i piatti della sua cucina.

Calamari

scampi e sardelle

 mischiati

su tavole

che ascoltano

i racconti dei pescatori:

racconti

di pirati

di imperi susseguitisi

e mischiati fra loro

come le razze

che compongono questa terra

misciata.

Istria ,

Slava

 Italiana

Austroungarica,

dove il mattino

si inizia con un buongiorno

e la notte finisce con un  laku noc.

 

 

 

Il rum dell’amore

 

Havana,

rum

che sale in me

per la chica nena

per cui loco e perdido

divento

per un bacio

a stento,

per cui dormendo poi

il mio amore

vola fuera nel vento.

Scuro, blanco

dai mille colori

il liquore si mischia

alla(/o) coca(stupefacente)

dell’amore(amore);

me vuelvo folle

ubriaco di rum

fumando insieme

l’amore,

come il solito

drum.

 

 

Cuba

 

 

La gioia di vivere

 ti entra nelle ossa

si spande nella mente

fa muovere il tuo corpo,

come musica

dal ritmo contagiante

come i sorrisi

e la voglia di vivere

di questo popolo cubano.

I fianchi ondeggiano

come le onde del mare

che circondano

questa terra spumeggiante.

Creoli, mulatti, neri

Facce scure

che contrastano col sorriso

color latte,

che nutre anime

malate di vita.

E mentre il tabacco

si spande nella bocca

aspiro il sapore

dolce del rum,

scuro come pelle

caliente e bruciata,

dal sole che batte

su un oceano profondo

come le anime di questa gente,

loca caliente perdida

nel ritmo salsero

di questa  dulce vida.

 

 

 

Nostalgie…

 

Quanti baci

quante carezze

tramontati in un baleno,

perché Amore è fuggito

a riposarsi in una notte

dai mille ricordi,

come stelle in un cielo

cupo come il tuo ricordo,

illuminato da migliaia di nostalgie

per momenti che non torneranno più

e ricordi che scompariranno

così per me come per te

all’alba di un nuovo amore,

solare e focoso

come Sole.

 

 

 

Lei lo ha voluto…

 

… che io mi scordassi di lei…

… non chiamandomi non telefonandomi

sopendomi sospendendomi,

come cosa già consumata,

mai avuta

mai volutamente presa.

Come in un momento

tutto concluso,

il pensiero più bello di un disilluso,

purtroppo di un sognatore deluso.

 

 

Sogno di una notte d’inizio estate

 

 

Quando Sole e Luna si fondono

succede il finimondo:

nel segno della donna

il cielo si illumina di rosa

e l’ebano ammaestra l’avorio,

come bemolle

su tono pienamente tondo,

profondo.

C’è serenità nell’aria,

un’accordata armonicità,

forse elettricità…

Aria adesso soffia su fuoco

e questo strano equilibrio

non è certo un gioco.

Prima che lo scontro polare ricominci,

forse vinsi,

la partita a scacchi della vita,

dove uomo e donna sono

il meno e il positivo,

che accoglie

una speranza mai sopita...

 

 

 

Tutto a posto, niente in ordine

 

Caos regolamentato, regolamento del caos

Yin e Yang

2 e 1

società dell’ape, società del capobranco

femmina adversus maschio

via del maligno e retta via,

thanatos e eros

a te la scelta

la verità è unica,

i punti di vista no

lascia che sia.

In fondo la verità sta nel mezzo,

se la dimostrazione è per assurdo o per logica,

il risultato non muta

dipende da che parte questo

una persona lo scruta.

Ed è così che musica e linguaggio

possono fondersi insieme armoniosamente

 dando una canzone,

che entra felicemente in mente.

Così il compromesso ci rende felici

nel sapere che,

 nonostante i diversi orizzonti

possiamo diventare amici.

È destino o forse è logica

che le diverse parti si incontrino

dando vita al compromesso,

della fisica, della logica

 che si tramuta in sesso.

3

 

 

Cantavano le foglie

 

Il vento fa cantare le foglie,

appese alla vita

con un sottile filo di speranza:

tanto semplice cadere in basso.

Trasportate dalla brezza foglie secche,

ritorniamo nell’etere

per poi scoprirci pieni di vita,

come il sole che risorge

quando un bambino nasce.

 

 

In utero

 

Eravamo due corpi

uniti insieme,

come Tao:

sentire come musica

i battiti del cuore,

sentire che si fondono

vita e dolore.

Non importa come finirà

godiamoci il momento

dove sorte non arriva

perché amore non è vento,

che porta le energie

a scontrarsi tra loro,

noi nell’acqua come bambini d’oro.

 

 

 


 

 

…La scimmia sulla schiena rinverdisce il passato

 di lacrime salate come vita sulla terra…

 

Il bambino non perde

con quelli un po’ cresciuti,

di ideali tutti spenti

che fan guerra ai turbolenti.

Se il cielo è capovolto

 di un colore arcobaleno

bimbi e santi con amore

 tutto il mondo ha del colore.

E l’adulto annichilito

che una volta mi ha tradito

 ha colore grigio nero

 

e si perde  col potere

tutto quanto il mondo intero. 

 

 

Maradona

 

Solo Quel tipetto

basso, tarchiato, zoppo

che come il calabrone

miracolo della natura

riesce a spiccare il volo da terra,

dove stanno i comuni mortali e non gli uccelli

liberi di spirito

e controcorrente alle forze naturali

che puniscono con meccanismi suadenti i più puri di cuore,

che riconoscono

la bellezza della rete da centrocampo

o la sovversività del sud che batte il nord,

poteva incappare nel tranello di falsa libertà

che crea la polvere bianca,

privandoci di gesti spontanei e fantastici

quanto ingenui come il suo padrone,

prodigio naturale

e speranza infranta da un destino beffardo.

 

 

La palla in mano

 

Ritrovarsi come bambini

fra la rugiada primaverile

giocando con una palla in mano,

ludicamente,come i delfini con la barca,

riscoprendo da adulti cresciuti

la primavera e la stagione dei fiori

che rinascono dall’inverno come gemme,

invecchiate dal tempo,

canute e per questo maturate,

come fiori invecchiati,

rinati nell’età anziana

per tornare come bambini

prima della morte.

 

 

E mi ritrovo qui

randagio nella strada

senza padroni

o gente che mi insegue,

solo come

l’ultimo rimasto

sull’ennesima panchina

dell’ennesimo parco,

aspettando le stelle

che portano consiglio

non avendo i soldi

per viaggiare e sperare

una vita diversa

pur sempre uguale

la solita paura

che è dentro l’avventura:

e la coccinella

che si posa dolcemente

non ha timore

portando la fortuna,

capisco avvicinandomi

che la vita è dura

perché quando la tocco

 

vola

 

scappando per paura.

 

 

L'adulto e il bambino

 

E l'adulto prese per mano il bambino

che gli porgeva la sua.

S'era scordato l'anima

e gli occhi non brillavano più di luce.

La mano consumata

non sentiva più il calore di una fiamma,

quasi si era scordato da dove veniva.

Il bambino glielo rammentò.

L'adulto allora sorrise

e quella fiamma a cui era insensibile

si accese dentro,

perchè quella era l'emozione

che abitava ancora in lui

e sapeva ancora distinguere il giusto dallo sbagliato. 

 

 

Karma e male

 

Quando sorge il sole

e la lotta per la vita ricomincia ciclica,

seguendo l’istinto omicida

chiudo questo cerchio della vita,

dove bene e male si combattono tra loro

in una lotta senza tempo

in cui ogni azione ha le sue conseguenze.

In un arduo confronto con noi stessi

che prova a conciliare etica e accettazione,

ci troviamo ispirati da obbiettivi nobili,

sentendoci vivi anche nel dolore

e trovando alla fine della corsa un modo di vivere:

                                                                                                                               noi stessi.

 

 

 


Come quando fuori piove

 

Come quando fuori piove

nebulose cariche di fulmini

presagio dell’età ingrata che si avvicina

per ogni uomo che è attore e non spettatore

di una vita dalle varie fasi,

dove la più difficile è quella più sciagurata.

Passato quel fiume

che traghetta il giovane

all’uomo dell’età adulta

ripensi a qualcuno

che non è riuscito nell’impresa  di diventare grande,

dove questo gioco

che si ripete da millenni

è bellissimo ma tremendo e uguale,

e chi si è fatto inchiodare sulla croce per gli altri

ha saputo cogliere il motore dell’umanità:

quella coscienza che ci dice cosa è giusto fare,

cieca forse nell’impossibilità di riuscire a vedere

ciò che di buono c’è in mezzo al piatto

e forse egoista nel voler credere

che c’è solo una verità e non migliaia

come le persone che popolano questo manicomio

dove il più pazzo

 è il cieco che non riesce a vedere al di là del proprio naso

la delicatezza della farfalla che si posa sul fiore

così opportunista, ma semplicemente fantastica.

 

 

 

Le cicatrici dell’anima

 

Ondeggia il mare

bianco nella spuma

che tutto lava

e col sale cicatrizza,

così io aspetto

sul bagnasciuga

che il mare passi

e lavi i piedi sporchi,

di dolori e tagli

che il tempo non cancella

cicatrici del tempo

come rughe sulla faccia,

che finiscon nella morte

a cui mai hai badato

conclusione più bella

per tutti la livella.

 

 

Clown

 

Ridi pagliaccio

ridi di te stesso

così severo

e con quella lacrima che ti cade sul viso

così triste e così teatrale

da far scattare un applauso

in quel pubblico che è il mondo,

fatto di tanti pagliacci

forse solo esseri

che vogliono essere nobili

in un mondo di bestie.

E forse chi sa prendersi in giro

è colui che della vita ha capito

che siamo pagliacci in un mondo circense

e l’equilibrio sulla fune è quasi impossibile

 e che conviene una risata quando si inciampa

nelle mille buche della vita.

 

 


La bellezza

 

Quando facevamo discorsi di libertà e li buttavamo giù in poesie

scritte caso mai nelle prime sere dove il sole ha scaldato la notte

vissuta tra due chiacchere e qualcosa da bere dove capitava

l’importante era parlare e credere  ancora che un altro mondo fosse possibile,

non quello della pubblicità,ma qualcosa che aveva il sapore della libertà

forse scambiata per qualche viaggio.

Forse qualcuno è rimasto lì

qualche d’un altro ha rinunciato per stanchezza e non ha più gli occhi del bambino,perché ormai disincantato

qualcuno è partito e qualcun altro c’è rimasto

in quel luogo che ha molto di fiabesco ,dove si raccoglie la gente che crede nelle favole

che alle volte come una malattia contagiano la gente

che ha bisogno di credere in qualche cosa che si chiama bellezza

che nobilita l’animo e che ci rende umani.

 

 

Vita

 

La lotta per la vita

quando la tua

vita

è appesa a un filo

e davanti agli occhi

prima di spirare

ti passa davanti

la vita in pochi secondi

quei frammenti di vita

che hai condiviso con gli altri

e che muoiono con te

e con loro

in fondo solo quella

vita

che desideravi

quando spingevi dall’utero

per la

vita

che ora non vuoi mollare

che è in fondo solo

 

sopravvivenza alla morte.

 

 

 

La purezza

 

La purezza

che perdi di giorno in giorno

acquistando la maturità del compromesso

in un mondo malato

società usa e getta

noi, mai soddisfatti

attaccati a schermi

oramai privi di una socialità genuina

siamo dentro questa coazione a ripetere

chiamata consumismo

che tira avanti una società vecchia

o forse giovane

fatte di molte facce

che rabbrividiscono come vogliono i potenti

davanti al prossimo

dividendo pacificando e comandando:

e se pensi in questo modo

e ti dici che le cose

non son più come una volta

sei tu che sei invecchiato

perché in fondo il mondo,

così come da millenni,

è rimasto lo stesso.

 

 

Tutti qui sulla stessa barca

eppure c’è chi vince e c’è chi perde

la depressione che non ti fa ragionare

sprazzi di lucidità

gente che ha piegato la testa

addomesticata

mille luci fuorchè il fuoco interiore

dormire per non pensare

e quando non hai più la forza di reagire

ecco una carezza

il sistema che non fa sconti

perché se hai deciso di vivere sei morto dentro

e il clochard che all’ angolo della strada beve per dimenticare

sa già che in realtà tutto è finito da un pezzo

o forse era lui che ci credeva

e ora quello che sembrava un sogno

è solo un’ utopia.

 

 

Poesia dell’ambiguità

 

L’istinto animale

che ti fa andare avanti

verso territori inesplorati,

gioia di vivere o forza della disperazione

anche quando sei sul precipizio

e non hai la forza di saltare,

per la paura della morte

per la paura di perdere tutto

per non credere in te stesso,

allora quel precipizio significa

che non vuoi morire,

perché c’è ancora una speranza

nella fiducia alla vita,all’ignoto,al fato

per avere la forza di credersi ancora

diversi con un’anima sempre uguale

un po’ svenduta

ma con la speranza in una vita migliore

diversa

come una farfalla che dal bozzolo mette le ali

così tu diventi adulto.

 

 

 

A tua immagine e somiglianza

 

Io parlo la tua lingua

tu sei me io sono te

ma gli altri, chi sono gli altri?i diversi gli storpi

i disadattati che prendono pasticche per far sparire cancellare momentaneamente

 i mali dell’anima

che non ce la fanno ad adeguarsi :

forse solo persone semplici ,

che non aspirano a quella società perfetta che tu vorresti

prolungamento del tuo io,

che per colpa tua hanno cicatrici che fanno fatica a rimarginarsi .

In fondo il diverso è bello

 in fondo è un nuovo mondo tutto da scoprire non da colonizzare

indipendente

 non un mondo per pochi a immagine e somiglianza

 ma un mondo per tutti e di tutti

dove la tortora che depone le uova non deve aver  paura della gazza che glie le ruba.

 

 


 

Volando

con la fantasia

 

Guardo il mare di Trieste e vedo un gabbiano che si libra nell’aria

facendosi beffe delle nostre piccole vite,

o come la nuvola che

facendoci uno scherzo

ci inzuppa con un po’ d’acqua.

Quanto loro due sono vicine a Dio

al cielo dove l’aria che è tersa

l’uomo non ha ancora inquinato

come quei luoghi dove si riescono ancora a vedere le stelle

lontani dall’eterna lotta quotidiana che tutto distrugge

rendendo così stupida una razza così intelligente.

 

 

 

Bartali 

 

Tanti colori
tanta umanità
che soffre come il mondo
tra una guerra e un’altra
ma anche tanta umanità
giusta come Ginetaccio
Giusto
e così forte ma così umano
dotato di quel buon senso che hanno in pochi
come gli alberi di quel giardino
che vedono oltre il paraocchi
e non sono insensibili alle brutture del mondo. 

 

 

La felicità

 

La felicità

 quella che non hai mai voluto cercare trovare

perchè forse sei troppo  masochista

perché non è semplice capire che la vita è semplice

 perché la felicita’ la puoi trovare dentro un caffè al bar o ad ascoltare musica o in stazione

a sognare quel treno che porta verso mondi diversi e migliori

utopia no se fai capire alla gente che il divertimento non è spendere 3000 euro da Gucci

ma sedersi al centro di piazza San Marco e guardare le stelle

bellissime come Venezia o il sorriso di una ragazza giovane

che non puoi deludere

e che crede ancora nel domani

 

 

Anni ‘90

 

Si respira aria di rivoluzione,al massimo di cambiamento,in questo inizio di anni ’90.Il muro è crollato e Berlino è,dopo New York,la nuova capitale del mondo;ci sono i rave,la chimica è la nuova frontiera,Haring ,Basquiat e Warhol ci hanno lasciati e così quella creatività che era New York anni ’70 ’80 col rap,il CBGB e il punk,il Mudd club e lo Studio 54,il Greenwich village e i graffiti,nati con Taki,non abitano più la cronaca delle riviste.La mafia,finiti Gotti e Riina,sembra tramontata,come Escobar e gran parte della classe politica italiana.Alcuni eroi,Falcone e Borsellino,muoiono altri nascono,come il capitano Ultimo.Questa novità confluisce nel movimento no global che morirà a Genova nel 2001.Il crollo del muro ha ripercussioni sull’utopia slava,che muore come lady D e molte speranze venute giù come le torri gemelle,dove l’impossibile diventa possibile e finisce quell’utopia di coesione dei popoli per colpa del terrorismo nata nel ’68 rifiorita nell’89,affossata dall’eroina e dal colpo che ha ammazzato Giuliani in una calda giornata di Genova.

 

 

Gianni Mura

 

Con il solito armagnac sotto la pergola a più di 40 gradi e la tipica sigaretta in bocca

ecco un uomo che crede nel bene e si vuole male…

innamorato di Bardet e Pantani innamorato dei romantici

ormai rari in un’epoca cinica che lascia poco spazio alla fantasia all’istinto che alle volte vince ancora,

come ci ricorda l’auricolare della radio del francese strappata via e buttata,

e ci fa pensare che l’essere umano puo’ ancora fare a meno della tecnologia

se è vero che uno dei migliori giornalisti del Tour non ha il programma che gli corregge gli orrori di ortografia,

che probabilmente alcuni giornalisti commettono,

e scrive con una macchina come lui d’altri tempi

al passo pero’ coi tempi.

 

 

Formula 1

 

Formula 1

 tabacco e donne

sangue e odore di gomma bruciata

di benzina

la sinfonia dei motori

spiegata al massimo sull’Eau Rouge.

Qualche volta Dio è in vena di capricci,

come a Imola quel week end maledetto,

e la storia qui è sacra come a Monaco come Monza

in questo carosello che porta con sé tutti i paesi del mondo

dal brasiliano al francese

 e tocca ogni paese

puoi vedere chi porta i segni dell’avventura,

tipo faccia bruciata

che continua a correre perché per sta gente

 l’adrenalina è come una droga

e per questa sfida con la morte

 noi li ammiriamo e li applaudiamo.

 

La Grande Boucle

 

Tra cossoulet,i vigneti della Provenza coi suoi girasoli e le distese di lavanda ,gli champs elysees e le salite da collasso si scopre così cos’è la Francia,con la sua gendarmerie sempre attenta all’imbroglio capace di mandare tutto all’aria o quasi,come in quel ’98.Tale Voet fu gabbato in dogana e gli attori,che non ci stavano a venir trattati come delinquenti,si sedettero sull’asfalto di quella tappa di montagna,importante dopo allora come altre mitiche:Les Deux Alpes,il Tourmalet,l’Alpe d’Huez e soprattutto il Ventoux che non ama Simpson come Armstrong e incorona Pantani re delle salite e delle imprese impossibili,come alle Deux Alpes o salire su ‘sta vetta,dove manca pure l’ossigeno,che arrise a un’italiano nel ’94 e può decidere anche il Tour,dove i superstiti arrivano stremati e vittoriosi a Parigi,perché già arrivare alla fine vale come una vittoria.

 

 


Dedicato a tutti gli sfigati del mondo

 

Perché a vederlo così sembrava uno sfigato

elefantino,

come lo chiamava qualcuno,

magrolino pelato con l’orecchino da pirata;

e dove la natura ti disse che non potevi vincere

cambiasti il destino

e stregasti la gente che credeva alle favole

la tua finita male in un residence di Rimini,

stravolgendo però il gioco

e per un po’ facendoci sognare.

 

Grazie Marco

 

 

 


L’orto

 

Orto,seggiolina,qualcosa da bere,la radio accesa

tutti i problemi sembrano sparire,

saltano fuori anche i topi che si mettono a ballare

anche se c’è il gatto.

Qui in mezzo alla natura

in questa giornata di primavera a prendere il sole

sembra di stare in un campeggio al mare

tra un fico e una mela

questa è vita quasi gratuita

perché per stare bene basta poco

e a volte abbiamo tutto e non ce ne accorgiamo.

 

 

 

Il giorno dei giorni(o il giorno del giudizio)

 

Quando la bellezza sarà cancellata

quando non ci ricorderemo forse da dove veniamo

e i tempi saranno duri senza speranza

riguarderai allora una vecchia foto mondaccio ladro

e ti ricorderai forse chi eri

e quella foto ti strapperà una lacrima e un sorriso

e allora forse ricomincerai a vivere l’unica vita che è degna di essere vissuta

la vita che dice che abbiamo un cuore e che di vita ce n’è una

e che non bisogna buttarla in cose inutili,

ma in cose che abbiano un vero senso…

 

 

 


La libertà dietro l’orizzonte

 

Stiamo distruggendo la natura, alterando l’armonia, cancellando il pensiero sano per la logica del profitto, sempre più gente ammassata in città che diventano metropoli per consumare cose fatte con la plastica di difficile smaltimento, sempre più connessi sempre più controllati, sempre più divisi e sempre più stressati da ritmi di lavoro inumani con la testa ormai fatta come il computer non riusciamo più a fare le operazioni elementari. Bisognerebbe vivere al mare e pensare alla libertà che esso comporta, il vedere l’orizzonte libero quando il sole si immerge nel tramonto è meraviglioso come incontrare navi che vengono da chissà quali posti e incontrare gente di tutte le razze che non bisogna avere paura, ma può essere un arricchimento scoprire che vi sono rimedi che noi non conosciamo per mali di difficile cura. E allora ecco la via della seta che parte da Trieste e arriva in oriente dove si è originata la dottrina dell’armonia chiamata olismo, che noi per il nostro egoismo abbiamo scordato.

 

 


Ayrton (Imola,2024,trentennale della scomparsa)

 

Quando la gente si ricorda e si raccoglie

per un qualcosa di positivo

che va verso il bene

gente di tutte le razze

è lì che senti l’anima del mondo

che non vuole morire

che piange

questo soffio

lo spirito

che respira e vive

e soffre perché malato,

ma qui a Imola c’è l’austriaco come il brasiliano

ed è bello pensare che non siamo poi così differenti

ed è bello pensarsi tutti insieme

quella cosa che si chiama umanità

che si riunisce oggi in nome dei valori di Ayrton

che in fondo sono i valori di tutti

anche di quelli che li hanno scordati

che non sono qui con noi ma è come se ci fossero

perché questo minuto di silenzio è anche per loro.

 

 

Nella società dell'avere è difficile essere o essere è rivoluzionario. 

 

 

Il girone infernale

 

Attaccati ad un vassoio li vedo passare.

Corpi e facce consumate

caratteri imbruttiti e duri

plasmati da una vita difficile.

La luce negli occhi gliel’han tolta da un pezzo

a loro che non sono abituati alla ginnastica dell’obbedienza

fregati dalla sostanza e dalla vita

hanno fatto la fine degli Indiani sterminati dall’alcool.

Gli ideali seppelliti

c’è chi guarda il cielo con gli occhi pieni di dubbi

e chi invece si è convertito a Dio

non riuscendo però a capire il senso profondo di questo mondo

forse quello che qualcuno trova strada facendo.

 

 

Un poeta

 

Che cos’è un poeta?

Non un critico o uno che fa della poesia mestiere

perché la scintilla arriva quando arriva e nei momenti folli

si folli

perché i poeti sono folli e non capiscono le regole del mondo

goffi nel quotidiano con ancora gli occhi del bambino che guarda

l’orizzonte sul mare sognando la libertà

   e non bisogna per forza scrivere per essere poeti ma esserlo nell’animo

come Cristo o qualche altro sognatore che in vecchiaia si ritrova al bar

 degli illusi col bicchiere tra le mani non riuscendo a capacitarsi

dell’andamento del mondo,

ma forse questi illusi qualcosa di buono hanno fatto

hanno dato la speranza strappato un sorriso o fatto star bene qualcuno

perché chi crede nell’amore non perde mai

perché è l’unica vera cosa che fa andare avanti l’umanità.

 

 



Damasco in festa

 

Caroselli per le strade

molta più euforia che la vittoria di un mondiale,

il tiranno è caduto

Damasco è in festa.

Decenni di soprusi,morti,cancellazione della persona

finchè non riesci neanche più a parlare,

fosse comuni e poi l’inferno:

il mattatoio umano,

perché così non si trattano neanche gli animali.

Cosa rimane di quarant’anni di regime?

Solo vite e famiglie distrutte

per l’ingordigia

per il potere di uno che comanda su tutto

che si arricchisce con la droga,la cocaina dei poveri

che ha rovinato un pezzo di umanità e l’ha fatta perfino franca.

Certo non sarà per lui il regno dei cieli

Ma chi li ridarà questi quarant’anni?

Chi renderà le vite dei familiari alla gente che li ha persi?

Troppo dolore,si può solo dimenticare se ci riesci

per quelle vite piene di traumi e lutti

e tutto questo rimarrà nella storia di un popolo

che è stato segnato nell’anima.

 

Il destino di Ayrton

 

Ayrton forse non era tutto talento,

molta dedizione

il voler arrivare a tutti i costi,

l 'essere famoso più di tutto,

il cambiare il cognome per rendersi particolare,

Orsi subito come fotografo personale.

La gente ti seguiva come si segue un idolo un capopopolo,

le tue imprese leggendarie

e poi non hai capito che era ora di fermarsi

che il tuo tempo era finito.

"Molla tutto e andiamo a pescare! "t'aveva detto Sid Watkins,

 "sei il più forte del mondo"

ma non ti bastava tu volevi vincerne 5 e chiudere in Ferrari

per essere il più grande,

e così dove non hai voluto capire ci ha pensato il destino,

fatalità,

 il piantone dello sterzo rotto

e quel frammento che ti si è infilato in testa,

quella testa così dura così cocciuta che ti aveva permesso di imparare a

 guidare sul bagnato diventando il migliore.

Forse alle volte è meglio fermarsi non sfidare la sorte

la morte

perché a giocare col fuoco ci si scotta

e forse per questo ti abbiamo amato e rimarrai sempre nei nostri cuori

 sapendo però che saresti stato immortale anche senza quel weekend di

 Imola e tutto il resto

perché gli anni passano per tutti e non si può vincere tutta la vita.

 

 



I giovani

 

I giovani

così forti eppure così fragili

che assorbono come spugne il mondo che li circonda,il mondo creato dagli adulti

non tutti noi

che inventano e che piangono

che ti danno fiducia se stai dalla loro se ciò che gli proponi è buono

che hanno una sessualità prorompente

e sono così forti che vorrebbero spaccare il mondo

che vorrebbero volare ma spesso li si tarpa le ali,

perché alcuni di noi attaccati ai loro privilegi non capiscono che sono il futuro,

i giovani che scendono in piazza

i giovani col casco e il manganello mandati in prima linea a bastonare i loro fratelli

così li dividi così li comandi

‘’vacci te a combattere se hai il coraggio’’,

ma loro no,preferiscono mandarci i giovani caso mai quelli sacrificabili

che del mondo sanno solo quello che gli viene insegnato

che non hanno l’esperienza ma hanno la libertà

che inventano e creano dando vita a culture caso mai underground

in questo circo metropolitano che sfrutta i giovani finchè non lo sono più

e finita una generazione ce né sempre un’altra,

le generazioni che vorremmo vedere vincenti

cambiare un mondo vecchio che ormai fa puzza di marcio,

perché solo i giovani possono cambiare il mondo

quello che quelli con i capelli bianchi o hanno distrutto o non hanno avuto la forza di cambiare

e chi ci ha creduto troppo forse è morto giovane.

 

 

 


 Quello che nessuno dice ma che se cerchi lo trovi è che viviamo nella società della solitudine e come studi dimostrano la solitudine porta alla dipendenza.E' per questo che il consumo di droghe è in aumento e aumentera' La nostra società è basata come il modello americano sull' individualismo non certo sulla socialità.Questo vuol dire pochi rapporti sociali niente tessuto sociale e una società basata sullo spendere il consumismo che fa girare l' economia.Peccato che quelli coi soldi sono sempre meno è insito nel capitalismo la competizione.Questo vuol dire che alla fine chi spende e fa girare la cosiddetta economia sono in pochi,alla fine è un gatto che si morde la coda.In più per fare profitto si delocalizza si assumono extracomunitari a basso costo e questa è la società che ci ritroviamo senza certezze basata sul fare soldi a ogni costo.Infine ho letto su Focus chiunque lo può trovare l' articolo" lo scimpanzé che pensa solo a sé" cioè se fai vivere uno scimpanzé da solo questo diventa egoista e aggressivo.Non vi ricorda la gente di adesso? Tutti malati di solitudine tutti attaccati ai social tutti poveri.Ma direi che c'è di più in questi anni è stato fatto un discorso pedagogico in modo che ormai la gente non si incazza neanche più e ai giovani che assorbono tutto come delle spugne capita quello che ha visto tutto il mondo e che è successo in Svizzera che mentre la gente andava a fuoco loro riprendevano col cellulare.Questa è la società di oggi.Peggio di 1984 di George Orwell.

 

 

  


Kalida Jarrar

 

Vede il deserto tra le mura del carcere dietro le sbarre.

Quel mondo sognato è forse un’utopia,

perché a lei non glie l’hanno permesso

a loro.

L’odore dei cedri forse attraversa i muri

e l’anima la puoi perdere per un momento,

ma non può morire   lì dentro quattro mura

può piangere può soffrire può essere costretta,ma non deve suicidarsi,

 

perché se muori un altro prenderà il tuo posto,

perché il bene non morirà mai,

perché il male ha bisogno anche di quello.



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